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Dalmazia e la ... 
 "L’importanza della Romanità per la Dalmazia"
 
"Furono molti i dalmati e gli istriani che migrarono in terra veneta d’Italia, e da pieni cittadini della Repubblica Veneta"
 
 
 
E’ ancora presto per capire quale compito sarà assegnato ai nostri soldati chiamati a schierarsi in Niger, lungo la fascia di confine con la Libia, ma, visto che siamo inseriti in seno ad un’alleanza  
 
Donne di serie A e donne di seri 
 
La bellissima donna della prima foto, per chi non la conosce, che è la stessa che si vede penzolare come un cinghiale da spellare nella seconda, è, o meglio era, Claretta Petacci, colei che fu l'amante di Benito Mussolini e ne
 
 
Il confine adriatico dell’Italia ha costituito, in periodi alternati, una zona di frizione, dai veneziani contro i Turchi ma soprattutto dopo la nascita dei nazionalismi. Dal 1800, in Dalmazia, l’elemento italiano, da maggioranza numerica
e culturale nonché classe dirigente è stato da tutti avversato, specialmente da chi era alleato all’Italia!, e di conseguenza è andato via via riducendosi fino a scomparire. La politica italiana non sempre è stata all’altezza della
gestione delle crisi o di saper giovarsi delle situazioni politiche favorevoli contingenti. Possiamo così individuare, non una (quella post 1^ Guerra mondiale) ma ben tre “vittorie mutilate”! 
 
 
  
 
 
 
Come ormai consuetudine, in concomitanza dei negoziati di pace a Ginevra è spuntato un nuovo "dossier" per portare l'ennesima campagna di discredito contro il regime siriano ed il suo "apparato militare repressivo". In questo caso il compito è stato affidato al documentario francese dal titolo "Syrie, le Cri étouffé" ossia "Siria: il grido soffocato" che è  stato trasmesso mercoledì 12 dicembre sulla televisione France 2.  
Nell'opera — realizzata dai giornalisti Manon Loizeau, Annick Cojean e del ricercatore libico Souad Wheidi — sette donne attiviste della "rivoluzione" testimoniano gli stupri subiti in varie circostanze nei "centri di detenzione del regime" ad opera dell'apparato di sicurezza governativo. Una di loro, Myriam, ha pensato di fare una raccolta di fondi affinché "30 ragazze siriane fuggite dai matrimoni forzati imposti a seguito degli stupri, possano studiare".
 
 
 
L’orologio aggiorna ogni 3 secondi la nostra stima dello stock di debito, che si basa su – e viene continuamente corretta con – i rapporti mensili della Banca d’Italia. In questo modo vogliamo aiutare i cittadini a capire cosa si intende, quando si dice che siamo gravati di un debito pari a circa il 230 per cento del prodotto interno lordo. Per rendere il concetto ancora più chiaro, basta considerare che questo debito a 13 cifre (valore riferito al 30 novembre 2017) equivale a circa 39.724 euro per ogni italiano, inclusi neonati e ultracentenari, ovvero 80.327 euro per ogni occupato. Tra gennaio e luglio 2017 il debito pubblico è aumentato di 72.100.143.820 euro, più di 7 miliardi al mese, 236 milioni al giorno, quasi 10 milioni di euro all’ora, 164.112 euro al minuto. Ogni secondo, questo debito immenso è cresciuto di 2.735 euro, più di quanto guadagni una famiglia media in un mese. 
(dati Istituto Bruno Leoni - Milano, Torino)    
 
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